Ciao amico/a,
mancano 219 giorni alla fine del ciclo 21/12/2012 e io son sempre qui a scrivere. Rimanendo in tema di sincronario Maya oggi inizia l'onda della Stella che durerà per il prossimi 13 giorni. Ti anticipo che l'archetipo della stella porta la sua attenzione ad ARMONIA BELLEZZA e ARTE, se ti interessa approfondire leggi qui www.13lune.it
Ti informo che ricevi questa mia perchè sei stato accuratamente selezionato nella lista dei miei contatti ... oh senti, se non hai voglia di leggermi sbatti il tutto nel cestino.
Definito questo ringrazio chi di voi ha dato un cenno di gradimento della letterina di ieri e sottolineo che non mi sono fatta niente prima di scrivere, e che ormai dovreste conoscermi sono STUPE -facente -enda -ida così, in modo naturale.
A chi è già partito a vuotar cassetti posso augurare solo un buon percorso, ma a chi sta meditando di iniziare gli esercizi tibetani devo dare qualche delucidazione, quindi copio e incollo quello che potete trovare anche in questo sito http://www.spaziopmr.it/tibetani.htm, con qualche appunto in più.
Anticipo che a volte la pratica diventa pesante, anche se i benefici sono tanti ... io sto adottando un sistema, sempre scopiazzato dai siti americani, ho istituito un barattolino, quando finisco di fare la pratica metto nel barattolino un soldino (alzo e abbasso la posta a seconda se mi pesa o no) ... quando avrò un mucchietto di soldini mi concederò qualcosa di carino ... un massaggio o un bel vestito a gratifica delle mie sudate!!
1
Posizione: in piedi, a braccia larghe, palme rivolte verso il basso. (io il braccio sinistro lo rivolgo verso l'alto per creare un effetto elica) Azione: ruotare su se stessi in senso orario, vale a dire il braccio sinistro ruota verso destra.
Se c'è capogiro, eseguire le rotazioni molto lentamente. Si fa presto l'abitudine e si eseguiranno le rotazioni sempre più velocemente, con naturalezza. Fissare sempre la punta di una mano aiuta a non avere capogiri, sia durante il movimento sia nella fase di arresto. (Quando mi fermo prima di sdraiarmi mi guardo i palmi delle mani fino a che il respiro non è tornato normale.)
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Hata Yoga:
TADASANA (posizione della montagna, variante) | |
Hata Yoga:
SHAVASANA (posizione del cadavere) |
2
Posizione base: distesa a terra, supina. Braccia lungo i fianchi. Azione: sollevare contemporaneamente le gambe fino alla verticale (piedi flessi a "martello") e la testa verso i petto. Spalle, schiena e bacino rimangono a contatto con il suolo. Non staccare la schiena soprattutto dove inarca è importante.
Inspirare durante la flessione ed espirare nella fase di distensione.
Se risulta difficile alzare e abbassare le gambe distese, si può piegare le ginocchia durante i movimenti, per impegnare meno i muscoli addominali.
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Hata Yoga:
posizione del pilastro, variante |
3
Posizione base: in ginocchio, mani appoggiate all'apice delle cosce, piedi con le dita flesse e in contatto con il suolo, testa appoggiata al mento. Azione: inarcare all'indietro testa, spalle e schiena. Inspirare quando si inarca ed espirare nel ritorno alla posizione base. Aprire la bocca nell'inarcamento aiuta respirare e a distendere i muscoli anteriori del collo. Attenzione perchè questo anche se non sembrerebbe è peso! |
Hata Yoga:
USTRASANA (posizione del cammello) | |
4
Posizione base: seduta, gambe distese e leggermente divaricate, tronco eretto e palmi appoggiati a terra. Azione: piegare le ginocchia, sollevare il bacino e rovesciare indietro la testa (bocca aperta!), inspirando. Tornare in posizione base. |
Hata Yoga:
PURVOTTANASANA (posizione dell'Est o dello stiramento anteriore) | |
Hata Yoga:
URDHVA MUKHA SVANASANA (posizione del cane con la testa in su) |
5
Posizione base: prona, il contatto con il suolo è dato dai piedi a dita flesse (vedi esercizio 2) e dai palmi rivolti in avanti. Testa rivolta all'indietro. Il bacino gli arti inferiori sfiorano il suolo senza toccarlo. Azione:spingere il suolo con le mani e sollevare il bacino, flettendo l'addome, inspirando. Espirare tornando alla posizione base.
Conviene eseguire il movimento (ma vale anche per tutti gli altri!) a piedi scalzi e su superficie non sdrucciolevole.
Un ringraziamento a
Valentina, modella paziente!
Consulente Yoga:
Maestro Donato Zizzi | Hata Yoga: ADHO MUKHA SVANASANA (posizione del cane con la testa in giù) |
| PRECISAZIONI IMPORTANTI Respirazione All'opposto di quanto si fa di solito nei movimenti di esercizio fisico intenso (tipico il lavoro con i pesi e le macchine, in palestra), nei Tibetani si inspira quando si fa l'azione di contrazione e si espira in distensione (es. nel n. 2 si inspira quando si portano le gambe in verticale e si espira quando le si riabbassa a terra). Pensare a quando la testa si allontana da terra può aiutare Progressione e ripetizioni La pratica dei Tibetani si inizia con 3 ripetizioni per ogni esercizio (cioè 3 rotazioni, 3 volte le gambe su e giù ecc.). Normalmente si può aggiungere 2 ripetizioni ad ogni esercizio ogni settimana, fino a un massimo di 21 ripetizioni. L'esecuzione completa degli esercizi in 3 ripetizioni prende meno di 5 minuti. La durata sale a circa 15 quando se ne fanno 21 in tutta tranquillità. Nulla vieta di rimanere anche più settimane con lo stesso numero di ripetizioni, finché non ci si sente perfettamente a proprio agio nell'incrementare il numero. E' importante la regolarità, non la quantità. Speriamo che la signora Costanza ci aiuti! Se si salta l'esecuzione per un giorno su tanti si può mantenere sempre lo stesso numero di ripetizioni. Se l'interruzione arriva a una settimana, diminuire di 2 o 4 le ripetizioni, come ci si sente. In caso di interruzioni superiori al mese il buon senso impone di ricominciare da 3. Come eseguirli Le fotografie illustrano le posizioni di partenza e quelle "ideali" di arrivo. Se fisicamente non si riesce a raggiungere una o più posizioni, non è affatto tragico: l'importante è conservare l'attitudine mentale a raggiungere la posizione ed eseguire correttamente la respirazione. Anche se sono una splendida miscela di stretching e lavoro isometrico e isotonico, i Tibetani non vanno pensati come la nostra classica ginnastica: non è importante quello che si fa, ma l'attenzione e la presenza nell'esecuzione. Sono da considerare uno spazio che ci prendiamo per prestare attenzione a noi stessi. Pensare "Inspiro energia e nutrimento, espiro tutto quello che non mi serve" aiuta a calmare la mente e a educarla a percepire la profonda saggezza ed efficacia di questi movimenti. Quando eseguirli I Tibetani sono da praticare tutti i giorni. Non ha importanza quando, ogni orario della giornata va bene, meglio a stomaco non troppo impegnato. Al mattino danno una bella carica per la giornata, alla sera predispongono a un buon sonno. Se non si ha dimestichezza con l'esercizio fisico intenso o ci si sente "anziani" e "acciaccati", se si avverte fatica o disagio o non si ha abbastanza tempo, si può spezzare l'esecuzione in più momenti della giornata (es. due esercizi al mattino e tre alla sera...). |
Un abbraccio Ale
PS: ... se pensi che questo materiale possa interessare qualche tuo contatto puoi girare il tutto anche senza chiedere il permesso 