E
inutile girarci attorno, siamo tutti sconvolti ... oggi più di altri
giorni ho sentito la necessità di andare in campagna a contatto con la
natura, di toccare la terra a mani e piedi nudi, di accarezzarla e di
chiedergli di smettere ... probabilmente non servirà a molto, ma un
gesto carino nei confronti della nostra amata Terra forse dovremmo
farlo. A casa son rientrata solo dopo il tramonto e ... ho sentito la
necessità di pulire, sono le 11 e chi ci pensa a dormire, son
superattiva e sguro, mi scarica ... la casa è superlinda, non risolve ma
aiuta. :-P
Vi
allegno una poesia che amo molto, scritta dal mio amico fraterno,
erborista, curandero e poeta Raffaele Curti ... e provo ad andare a
dormire. Ale
La mia Pianura
Pianura che non hai belletti
scarnificata e muta
denudata pure
della tua verde innocenza
dove sono
le tue fronde alate
che di quiete
mi parlavano nel vento
con quali occhi
ora guardi il cielo
se neppure uno stagno
sopravvive al tuo mistero
dove dormono
i tuoi sogni
ora che la notte
è per tutta uguale al giorno
e dimmi, o fragile Pianura,
se il vomere tagliente
non t’ha mozzato
pure il fiato,
quale uomo
potrà mai gioire
senza cogliere in dono
l’umido respiro
della tua giovinezza,
sacrificata.
Nessun commento:
Posta un commento